Comporre, oggi
Incontri Europei con la Musica - 2007

SIMC - Italia
Società Italiana Musica Contemporanea (SIMC)
International Society for Contemporary Music – Italian Section - www.simc-italia.it

Bergamo Estate 2007
Bergamo Estate 2007 - museinottiaperte

Comune di Bergamo - Provincia di Bergamo - Regione Lombardia
Fondazione Calderara, Vacciago d’Ameno (NO)
Arcipelago musica, Milano - Domus Academy - La Triennale di Milano, Milano
Accademia Marziali, Seveso (MI)
Incontemporanea: Festival d’arte, cinema, teatro, musica, poesia, architettura, Ovada (AL)

presentano
POESIA CHIAMA MUSICA
lettura di poesie inedite intercalata da
Intermezzi musicali in prima esecuzione assoluta


in collaborazione con
Novurgìa
Novurgìa, arte e musica colta contemporanea - le poesie di riferimento sono leggibili presso www.novurgia.it


Bergamo - Orto botanico - 28 luglio 2007 - ore 21.45

Musiche e Poesie

Davide Anzaghi
Aulorama I per flauto solo
(ispirato a Lappole di Tomaso Kemeny)
Aulorama II per flauto solo
(ispirato a Lettera scritta a Byron in occasione della primavera di Tomaso Kemeny)
Natale Arnoldi
Intermezzo per violino solo
(ispirato a Guardavo l’officina dismessa di Mario Santagostini)
Emanuela Ballio
Penombra nel confessionale per violino solo
(ispirato a Ditemi voi di Mariella De Santis)
Carlo Benzi
Intermezzo per violino solo
(ispirato a Ritratto in piedi di Maria Pia Quintavalla)
Beatrice Campodonico
Variazioni all’infinito per flauto solo
(ispirato a Brevi danze di Francesca Tini)
Tomaso Kemeny
'900 - lettura della poesia da parte dell’autore
Marco Lombardi
Torsoli, bucce, una foglia di verza... per flauto solo
(ispirato a I ponti di Donatella Bisutti)
Carla Magnan
Voci per flauto solo
(ispirato a Voce di Donatella Bisutti)
Bruno Zanolini
A...volo...che riemerge adagio per violino solo
(ispirato al ciclo di poesie Solstizio in cortile di Marica Larocchi)


Testi delle poesie

Esecutori

Voci recitanti: Clio Cipolletta e Silvia Pernarella
Flauto: Luisa Sello
Violino: Raffaello Negri

Clio Cipolletta, nata a Napoli nel 1985, frequenta il Laboratorio triennale teatrale permanente del Teatro Elicantropo a Napoli, sotto la direzione di Carlo Cerciello e Imma Villa. Studia con Carlo Cerciello (interpretazione, dizione, storia del teatro, doppiaggio), Umberto Serra (improvvisazione), Bruno Valentino Perillo (teatro-danza), Roberto Azzurro (tecniche del rilassamento e respirazione) presso Teatro Elicantropo e “Centro Danza Contemporanea e Teatro-Danza Korper” a Napoli. Esperienze formative: “Fotodrammi”, “Girotondo” (Arthur Schnitzler), “Macbeth. Appunti per una tragedia” (tratto da William Shakespeare), regia di Carlo Cerciello; “Turandot” (Carlo Gozzi), regia di Gianfranco De Bosio; “Il Misantropo” (Molière), “Amleto” e “La Dodicesima Notte” (scene tratte da William Shakespeare, nell’ambito della manifestazione presso Teatro Studio di Milano de “Blob Ventesimo”), regia di Enrico D’Amato; “Le nozze di Figaro” (W.A. Mozart - presso Conservatorio “G.Verdi” di Milano e Teatro di Locarno, come voce narrante), regia di Laura Cosso; “West Side Storyboard” (presso Conservatorio “G.Verdi” di Milano), regia di Francesco Micheli; “Gl’Innamorati” (Carlo Goldoni, presso Teatro Studio di Milano), regia di e con Massimo de Francovich; in programma per la prossima stagione “La Betia” (Ruzante), regia di Gianfranco De Bosio. Attualmente frequenta il II anno del Corso per attori “Bertold Brecht” presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano.

Clio Cipolletta

Silvia Pernarella, nata ad Albano Laziale (RM) nel 1983, studia danza classica e contemporanea presso l’ISD - vincendo diversi concorsi in gruppo e come solista - e recitazione presso la scuola di teatro “Cassiopea” diretta da Tenerezza Fattore ad Albano Laziale. Frequenta corsi e seminari con Paola di Girolamo (Accademia Silvio D’Amico), Claudia Giannotti, Riccardo De Torrebruna (metodo Strasberg), Marcello Prayer (“metodo” Orazio Costa), Jon Sperry (“metodo” Meisner) presso Cinecittà; con Claudia Frisone (dizione) e Luciano De Ambrosis (doppiaggio). Studia canto da privatista con Adriana Giunta (soprano), clownerie e acrobatica con Alfredo Colombaioni. Lavora con Tenerezza Fattore in “Niente da Dichiarare?” (C.M.Hennequin e P. Veber) - Teatro Agorà di Roma - e ne “Il violinista sul tetto” (musical di Joseph Stein), “The Elephant Man” (musical dal film di D. Linch) - Teatro Greco di Roma; con Claudio Carafoli in “Romeo e Giulietta” (W. Shakespeare) - Tuscania; con Luciano Damiani ne “Le Baccanti” (Euripide) - Teatro di Documenti di Roma; con Francesco Micheli in “West Side Storyboard” – Conservatorio “G.Verdi” di Milano. Attualmente frequenta il II anno presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano (diretta da Luca Ronconi). Spettacoli/saggi durante la scuola: “La Mandragola” con Gianfranco De Bosio, “Il Misantropo” (Molière) con Enrico D’Amato, “Amleto” e “La Dodicesima Notte” (W. Shakespeare) - Teatro Studio - con Enrico D’Amato. Spettacoli in programma per la prossima stagione: “Opera Seria” (Ranieri De’Calzabigi) con Luca Ronconi; “La Betia” (Ruzante) con Gianfranco De Bosio.

Silvia Pernarella

Luisa Sello, nata a Udine, diplomatasi giovanissima in flauto al Conservatorio della sua città, ha proseguito gli studi all’Accademia Chigiana di Siena con S. Gazzelloni e all’Académie Internationale de Nice con A. Marion. Ha frequentato i corsi di C. Klemm, G. Cambursano e J. Galway. Dopo un’esperienza con l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione di Riccardo Muti, è stata invitata in numerosi festivals e rassegne internazionali (La Biennale di Venezia, Klang-Aktionen München, Festival della Nazioni, Mittelfest). Ha suonato con artisti quali Alirio Diaz, Trevor Pinnock, il Nuovo Quartetto Italiano, il Jess Trio Wien. È stata ospite solista di orchestre come I Virtuosi Italiani, la Salzburger Kammerorchester e l’orchestra Milano Classica. Alla preparazione classica unisce la conoscenza della prassi esecutiva antica e lo studio del flauto traversiere storico, nonché approfondite ricerche sull’interpretazione del repertorio bachiano. Attenta alla produzione d’oggi, ha lavorato con numerosi compositori (Aldo Clementi, Franco Donatoni, Francesco Pennisi, Primož Ramovš, Josef Anton Riedl) eseguendone le opere in prima assoluta. Titolare della cattedra di flauto al Conservatorio di Trieste, è professore ospite all’Università di Graz e viene regolarmente invitata a tenere Master Classes e corsi di perfezionamento alle Università di Vienna, Köln/Aachen, Graz, Mosca, Buenos Aires, Madrid. Dal 1997 è docente ai Summerkurse für Musik di St.Paul im Lavanttal in Austria.

Luisa Sello

Raffaello Negri, diplomatosi con il massimo dei voti presso il conservatorio di Brescia, ha successivamente conseguito il diploma triennale di alto perfezionamento con E. Porta. Perfezionatosi con B. Belkin all’Accademia Chigiana di Siena, con C. Romano a Ginevra e D. Schwarzberg alla Fondazione Romanini, ha vinto numerosi concorsi, tra i quali Genova, Roma, Taranto, Biella. Ha eseguito più volte il Pierrot Lunaire di A. Schönberg e Le Marteau sains Maître di P. Boulez; ha sostenuto per oltre un decennio il ruolo di primo violino e solista nell’“Ensemble Europa Galante” con strumenti originali. Ha inciso per EMI, Opus 111, RAI, Dynamic, Radio France, BBC, Nippon TV e si è esibito nelle seguenti sale: Ojei Hall di Tokyo, Sidney Opera House, National Library of Congress di Washington, Royal Albert Hall e Barbican Center di Londra, Philarmonie di Berlino, Théâtre de la Ville e Champs-Elysées di Parigi, Konzerthause di Vienna, La Scala di Milano, Teatro Noga di Tel Aviv, Fondazione Gulbelkiann di Lisbona, Concertgebow di Amsterdam, Tonhalle di Zurigo, Lincoln Center di New York, Opera di Dresda, Teatro della Cultura di San Paolo (Brasile), Hong Kong City Hall Concert Hall, ed inoltre in Corea, Cina, Nuova Zelanda e Canada. È titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio di Brescia. Invitato spesso a tenere corsi di perfezionamento, è attualmente Assistente di Enzo Porta al corso “Aspetti dell’espressione musicale dal 900 a oggi” presso il Conservatorio di Parma.

Raffaello Negri

PRESENTAZIONE DELL’EVENTO

Al cospetto dell’irrimediabile declino del Melodramma e del protratto e appagante amplesso che fra Poesia e Musica in esso si consumò, le due Arti s’interrogano, non senza lacrime, sul loro travolgente passato e sui possibili e futuri accoppiamenti. Ancorché stremate dalla reciproca passione che divampò nei purpurei spazi dei Teatri Musicali sette-ottocenteschi, Musica e Poesia perpetuano la memoria di quegli ardori anche quando praticano una sdegnosa solitudine, sempre inconfessabilmente memore di reciproci e appagati desideri. Un infausto destino le separò a dispetto del loro percepirsi inseparabili. Nella Musica pura e nella pura Poesia l’assenza della parola in musica e del suono nella poesia parve a critici, anch’essi puri, un conseguimento alto, una conquistata autonomia. Stolti. Il fremito che visitò gli spettatori del Melodramma lo ritroviamo soltanto ritornando in luoghi e tempi che non sono più nostri pur parlandoci essi come se lo fossero. Chi amò il Melodramma non può astenersi dal provocare l’incontro di Poesia e Musica. L’evento POESIA CHIAMA MUSICA persegue una contiguità fra le due arti dalla quale si auspica possa sbocciare un frutto meraviglioso quale fu il Melodramma. [D. Anzaghi]

Davide Anzaghi: Aulorama I e II
L’attuale “superfluità” della Poesia e della Musica (per non parlare dell’Arte in generale) lungi dall’annichilarne il valore le ha sospinte verso l’Eden della nobile Superfluità della quale si avverte pulsante “bisogno”. Mai l’arte fu tanto “necessaria” come quando ne fu sancita la mercantile “inutilità”. Avendo assistito a numerose e incantevoli letture poetiche, pausate da interludi musicali affidati al solo flauto (Debussy, Honneger, Fukuschima, ecc.), l’autore si è determinato a contribuire alla soave coniugazione delle due arti scrivendo due brevi composizioni ispirate al faunesco e mitico suono dello strumento di Pan e al suo incantevole aleggiare. Due aulodie prive di aulicità e ispirate alle poesie di Tomaso Kemeny.

Natale Arnoldi: Intermezzo
Suoni, rumori, sibili di un luogo dismesso che suscitano sensazioni, emozioni, ricordi lontani e visioni non più definite, tradotte in musica da figurazioni che non trovano sviluppo.

Emanuela Ballio: Penombra nel confessionale
Gesti sonori, idee musicali, ossimori suggeriti dal testo poetico che consumano la loro esistenza in uno spazio temporale alquanto limitato - in cui lo sviluppo sembra depotenziato in favore di figure sintetiche non precostituite - ove tutto succede ma tutto è nascosto, simile a penombra nel confessionale.

Carlo Benzi: Intermezzo
Le situazioni sonore che caratterizzano il brano sono il frutto di un’associazione simbolica personale fra le articolazioni strumentali e le immagini della poesia di Maria Pia Quintavalla alla quale il brano è abbinato. L’oscillazione fra timbri tremolati alla tastiera e al ponticello si alterna a cascate di note ribattute fino a far germogliare un principio di polifonia che si estende verso il registro acuto dello strumento. Rapide successioni tremolate si scambiano successivamente con suoni armonici e con articolazioni di arco gettato che aggiungono la dimensione del rumore alle sonorità sinora udite, fino a quando suoni flautati nella zona acuta non concludono il brano, a simboleggiare quasi la luce cui, al suo termine, fa riferimento il testo della poesia.

Beatrice Campodonico: Variazioni all’infinito
Il brano è concepito in forma aperta, in otto brevi frammenti, ognuno dei quali caratterizzato da atteggiamenti strumentali diversi (andamento, articolazione del suono, emissione etc...). Gli otto frammenti sono disposti su una linea ideale che richiama il simbolo matematico dell’infinito. È prevista anche l’esecuzione di alcuni frammenti con il flauto in sol, opportunamente trasposto.

Marco Lombardi: Torsoli, bucce, una foglia di verza...
...esterno ...notte ...acqua come ...fiato che scorre ...inspirazioni ...espirazioni ...il ritmo del passo ...che fu del viandante ...il silenzio ...ogni sua risonanza ...quel ponte sono ...io ...sei ...tu ...noi ...siamo i ponti ...che l'acqua sogna di distruggere ...non uccelli ...ma ...gambe pesanti ...come arcate ...corrente che trascina ...sempre più in là ...fragile sponda ...cedevole ...ci aspetta ...un fremito ...qualcosa ...cade ...nell’acqua ...silenzio...

Carla Magnan: Voci
Un insieme di voci, di suoni, di emissioni, che si confondono sotto lo sforzo di uscire da una gabbia simbolica. Sono afone, vibranti, agredite o aggressive e arrabbiate, sfruttate e gementi, ma mai rassegnate. Voci, il cui unico desiderio è di uscir fuori, di emergere per farsi sentire e comprendere dal mondo, tese alla difficile conquista del suono, finalmente risonanti e bellissime.


XV edizione - 2008
XIII edizione - 2006
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