Comporre, oggi
Incontri Europei con la Musica - 2006
a member of the European Conference of Promoters of New Music

in collaborazione con:
SIMC - Italia
Società Italiana Musica Contemporanea (SIMC)
International Society for Contemporary Music – Italian Section - www.simc-italia.it

unibg
Università degli studi di Bergamo - Facoltà di Scienze della Formazione - www.mabg.it

Istituto musicale "Gaetano Donizetti", Bergamo
Comune di Bergamo - Provincia di Bergamo - Regione Lombardia
Fondazione Calderara, Vacciago d’Ameno (NO)
Arcipelago musica, Milano - La Triennale di Milano, Milano
Accademia Marziali, Seveso (MI)
Incontemporanea: Festival d’arte, cinema, teatro, musica, poesia, architettura, Ovada (AL)

presentano
IL MELOLOGO*
prime esecuzioni di Melologhi nuovi

Bergamo - Sala "Alfredo Piatti" - 22 novembre 2006 - ore 21

Programma

Umberto Bombardelli (1954):
Dovetails (testi di F. Kafka e della Bibbia) per voce recitante, pianoforte e percussioni, N. Castiglioni in memoriam
Davide Anzaghi (1936):
Declinava un’estate inquieta (testo dell’autore) per 2 voci recitanti, pianoforte e percussione
Sonia Bo (1960):
Il fruscio delle pagine nascoste (testo di D. Bisutti) per voce recitante e pianoforte
Pippo Molino (1947):
Itinerario 2 (testo di E. Stein) per voce recitante e pianoforte
Rossano Pinelli (1961):
Opodeldok (testo di J. Ha’sek, tradotto dall’autore) per voce recitante, pianoforte e percussione
Pieralberto Cattaneo (1953):
Eroi? (testo di G.P. Lucini) per voce recitante, pianoforte, tamburi e battiti di mani
Ada Gentile (1947):
La giornata di Betty Boop (testo di S. Cappelletto) per voce recitante e pianoforte
Mirco Marchelli (1963):
Pensiero statico barocco (testo dell’autore) per voce recitante, pianoforte e marimba
Ennio Morricone (1928):
Neodiscanto (testo di S. Miceli) per voce recitante, pianoforte e percussione


Esecutori

Voci recitanti: Sonia Grandis - Francesco Porfido
Pianoforte: Andrea Turra
Percussioni: Riccardo Balbinutti

Sonia Grandis ha frequentato la facoltà di Lettere presso l’Università Cattolica di Milano e l’Accademia dei Filodrammatici dove si è diplomata in recitazione nel 1981 con medaglia d’oro. La sua tesi in Storia del teatro viene segnalata al Premio Ludovico Zorzi del 1987 e segna l’inizio di un’attività di ricerca e pubblicazione. In campo artistico alterna l’attività teatrale con quella televisiva e radiofonica presso la RAI di Milano. È stata assistente alla regia presso il Teatro Regio di Parma ed è docente di Arte scenica nei Conservatorio di Piacenza.

Francesco Porfido, diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano diretta da Ernesto Calindri, ha lavorato con registi quali Daniele D’Anza, Gabriele Lavia, Walter Manfrè, Umberto Simonetta, Nazareno Marinoni, Tonino Conte; ha collaborato con le più importanti reti radiotelevisive nazionali.

Andrea Turra, nato a Milano nel 1979, si è diplomato presso il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida di Maria Isabella De Carli. Ha frequentato il corso di composizione presso il Conservatorio di Milano e il corso di pianoforte e accompagnamento presso il Conservatoire Superieur de Musique di Parigi. Presso la Scuola di musica di Fiesole ha preso parte al corso di musica da camera tenuto dal Trio di Milano (M. Sirbu, B. Canino, R. Filippini) e il corso di Trio con pianoforte tenuto dal Trio di Parma (I. Rabaglia, E. Bronzi, A. Miodini). Ha conseguito importanti riconoscimenti in numerosi concorsi nazionali e internazionali e si è esibito in Italia e all’estero (Francia, Svizzera, Germania, Rep. Ceca). Da diversi anni è accompagnatore delle classi di strumento presso il Conservatorio di Milano e, come collaboratore pianistico, ha partecipato a numerose master-classes e corsi di perfezionamento (Ennio Morricone, Angelo Paccagnini, Anthony Pay, Lukas Graf, Eva Wimola, Bruno Canino, Franco Rossi). Particolarmente impegnato nel repertorio cameristico, in formazione di trio con clarinetto e violoncello ha ricevuto la borsa di studio "A. Beltrami" destinata al miglior gruppo da camera del Conservatorio per l’anno 1999. Si è esibito, anche come solista con orchestra, per importanti stagioni musicali milanesi nelle principali sale della città (Auditorium di Milano, Sala Puccini, Sala Verdi, Museo Diocesano, Palazzo Reale). Ha recentemente preso parte al Music Students Festival di Kyoto, dove ha tenuto un recital col soprano Monica Bozzo e il quartetto d’archi dell’Università di Vienna.

Riccardo Balbinutti si è diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di F. Campioni, specializzandosi in seguito con L.H. Stevens. Ha debuttato come solista con l’Orchestra RAI di Milano e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali. Dopo aver collaborato con le maggiori orchestre italiane (RAI, Regionale Toscana, Teatro Comunale di Bologna, Opera di Genova ecc.) si è dedicato alla musica contemporanea e al repertorio per percussione sola, diventando percussionista del Divertimento Ensemble e dell’Ensemble Europeo Antidogma Musica. Si è esibito presso le maggiori istituzioni concertistiche italiane (Unione Musicale, Biennale di Venezia, Accademia di Santa Cecilia, Settembre Musica, Amici della Musica di Firenze, IUC, GOG) e ha tenuto concerti in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Gran Bretagna e Austria, collaborando con musicisti quali Giuseppe Sinopoli, Luciano Berio, Bruno Canino, Mario Brunello, Ennio Morricone. È fondatore del Quintetto di Percussioni dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e collabora attivamente con l’ensemble di percussioni Naqqara. Interessato anche alla musica antica, è timpanista dell'orchestra barocca Academia Montis Regalis e collabora con l’ensemble Pian & Forte. Ha inciso per Polygram, Stradivarius, Opus 111, Fonit Cetra, Agorà. È endorser per le marimbe Adams e per le bacchette I’aki Sebastian.


A PROPOSITO DEL MELOLOGO

Nel fertile grembo di propizie stagioni storiche, a seguito di un’intensificazione della reciproca bramosia, l’amplesso fra Parola e Suono generò esiti meravigliosi. Fu il caso, sul finire del XVI secolo, dei musicisti e letterati della Camerata Fiorentina e del Melodramma da essa presagito. L’ottocentesca liederistica fu l’altro incantevole fanciullo da quell’amplesso scaturito. Si è concluso il ciclo vitale del Melodramma; la liederistica langue.
Antichissimo, ricorrente e caro agli dei, il connubio fra Parola e Suono non è divenuto sterile. L’eterna giovinezza dei due amanti consentirebbe nuovi concepimenti. Una nuova creatura potrebbe essere data alla luce dalla fertile coppia. Interpretarne i presagi potrebbe favorire il riconoscimento del nuovo lieto evento. Se nel corso del Novecento il Teatro Musicale ha conosciuto rare, memorabili sbocciature, altre forme di coniugazione di Parola e Suono hanno manifestato una significativa rinascita. È il caso del Melologo. Grazie ai contributi di F. Poulenc, S. Prokof’ev, A. Schönberg, R. Strauss, I. Stravinskij (altri mancano al carente appello) la parola non intonata e la musica a essa mirata additano il persistere di un rapporto che potrebbe conoscere altre, reciproche effusioni. Quali? Ai poeti e ai musicisti compete intuirle dentro il desiderio di nuovi accoppiamenti. A patto di frequentarsi assiduamente. Di scambiarsi suggestioni che inneschino avventure comuni nelle quali confluisca il passato reinventato dal futuro. [D. Anzaghi]

Umberto Bombardelli: Dovetails
Il padre per il figlio: una mano forte e certa che sorregge e corregge, oppure un’ombra gigantesca che implacabilmente tinge di grigio ogni colorato e baldanzoso slancio di vita? Il melologo si snoda sulle tracce di questo dilemma, attraverso estratti da "Lettera al padre" di Franz Kafka e citazioni dalla Sacra Bibbia, Libro dei Proverbi; testo, quest’ultimo, caro a Nicolò Castiglioni.

Davide Anzaghi: Declinava un’estate inquieta
Il testo di Declinava un’estate inquieta è una onirica proliferazione di alcuni versi di Giacosa e Illica, estrapolati dal libretto della Bohème di Puccini, pronunciati da Mimì nel terzo atto: "Talor la notte fingo di dormire / e in me lo sento fiso / spiarmi i sogni in viso". La captazione dell’ambigua vicenda è più efficacemente amplificata dalle parole del testo che non da una sbrigativa sintesi, dalla quale pertanto ci si astiene. All’aura del testo si conforma la musica: scritta per consentirne e propagarne l’eco con esiti tanto più efficaci quanto più sobri ed evocativi sono i gesti strumentali. Altri tre versi di A. Giurlani (Palazzeschi), quasi simmetrici a quelli di Giacosa e Illica, hanno attinenza con Declinava un’estate inquieta: "Come possono fare / a vedersi dormire / tutti e due allo stesso tempo?".

Sonia Bo: Il fruscio delle pagine nascoste
Il fruscio delle pagine nascoste (2006) per voce recitante e pianoforte si avvale di alcuni testi di Donatella Bisutti. Al titolo è sotteso un triplice significato. Anzitutto si tratta di uno degli ultimi versi che compaiono nel brano; in secondo luogo viene evidenziata l’interpolazione di differenti frammenti poetici "nascosti" nella lirica "Lezione di poesia", struttura portante della composizione, da ultimo si sottolinea come il suono stesso, "il fruscio", scaturisca direttamente dalla suggestione dell’immagine poetica.

Pippo Molino: Itinerario 2
Itinerario 2, nella nuova versione per voce recitante e pianoforte, è un lavoro che prende le mosse da un intenso testo di Edith Stein. Il pianoforte introduce e accompagna il testo, in cui la Stein s’interroga sul proprio significato in una preghiera confidente. La modalità espressiva scelta per lo strumento è una sequenza di accordi ribattuti a tempo costante, che richiamano a un fondamento armonico quasi mai svelato apertamente.

Rossano Pinelli: Opodeldok
(Opodeldok, è la pomata con la quale Il buon soldato Svejk si cura i reumatismi, nella folgorante apertura - "E così ci hanno fatto fuori Ferdinando" - del romanzo di Jaroslav Ha’sek).

Pieralberto Cattaneo: Eroi?
Di Eroi? (il testo è fornito da La Canzone del Giovane Eroe di Gian Paolo Lucini, appartenente alla raccolta Revolverate) Cattaneo scrive: "L’autore spera che la lettura del testo e i suoni che l’accompagnano siano sufficientemente esplicativi delle intenzioni (altrimenti vorrà dire che l’esperimento non è riuscito ...)".

Ada Gentile: La giornata di Betty Boop
Il brano è incentrato su un famoso personaggio dei cartoons degli anni ’30, Betty Boop, della quale si descrive una normale giornata mediante 5 brevi movimenti che ne sottolineano i vari momenti e che sono sottotitolati, nell’ordine: "I pensieri di Betty Boop", "A passeggio con Boby", "Giocando a palla", "Lezione di solfeggio" e "A scuola di ballo". A una prima versione del pezzo, per pianoforte solo, scritta nel 1992 su richiesta di Giuseppe Scotese per l’Associazione "Nuova Consonanza" di Roma, se ne è aggiunta una seconda, nel 2006, per pianoforte e voce recitante, cui ha collaborato Sandro Cappelletto con la creazione ad hoc di un testo molto divertente che ben si addice al personaggio.

Mirco Marchelli: Pensiero statico barocco
Di tavole trattasi che si susseguono temporalmente in un ordinamento adatto a un discorso a tre: dove la voce è strumento altresì partecipe al dialogo musicale. Dialogo concepito in punta di piedi e simulante suoni atti a scomodare memorie labili se si considera il tentativo di rimarcare quella ricerca del non pensiero o del pensiero statico su cui è improntato il tutto, compreso il testo da me composto.

Ennio Morricone: Neodiscanto
Ennio Morricone ha voluto, saputo e potuto essere celeberrimo autore di colonne sonore e - nei contesti idonei - compositore nobilmente, disinteressatamente fedele anche a una musica linguisticamente e concettualmente colta. Morricone, da compositore consapevole di una condizione sociale sfavorevole alla musica d’arte, ha risposto con squisita semplicità alla richiesta di comporre un melologo, scrivendo e donando il suo Neodiscanto, con il quale si conclude il concerto. Il testo utilizzato, una poesia erotica di Sergio Miceli, di mirabile fattura letteraria, fornisce fantasmagorici spunti all’immaginifico estro di Morricone, che confeziona un melologo il cui magistero artigianale e la finezza della scrittura affidano la loro efficacia più alla pregnanza dell’ascolto che a queste stentate mediazioni verbali.


XIV edizione - 2007
XII edizione - 2005
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